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LA FONTANA DI PIAZZA

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E' tornata, dunque. Al centro di piazza Boccolino, avvio per un più ampio progetto di recupero del centro storico.

Inaugurata nel 1883, smantellata nel 1956 e abbandonata poi in un magazzino comunale, la vecchia fontana in ghisa è tornata ad impreziosire la piazza centrale della nostra città.

Il progetto di recupero è stato curato dalla sezione osimana del Rotary club che ha voluto, con questa iniziativa, promossa in prima persona dal presidente Giorgio Fanesi, festeggiare i quarant'anni della sua fondazione.

E' stata un'opera di recupero minuziosa, diretta dall'ingegner Giorgio Giorgetti, di origini osimane ed esperto in restauro di antiche fontane. Il ripristino delle parti in ghisa è stato tra l'altro facilitato dal rinvenimento completo dei pezzi che si trovavano, nonostante il tempo trascorso, in un buono stato di conservazione. La vecchia fontana ha ritrovato posto proprio al centro della piazza. Poggia su tre gradini in pietra e all'interno è stata collocata la colonna. Su di essa, il grande piatto su cui poggia 'la pupa', ricordo di quella antica, andata smarrita nel 1944, ed opera dello scultore osimano Romolo Augusto Schiavoni.

L'iniziativa di recupero, come detto, va ascritta alla sezione osimana del Rotary club, che è riuscita a coinvolgere nella sua idea tanti soggetti pubblici e privati, a cominciare dall'amministrazione comunale che ha curato i lavori di smantellamento della fontana di pietra, poggiata appena fuori le logge; che ha predisposto gli scavi per installare la nuova fontana e che ha ripristinato poi il selciato di piazza Boccolino, per un impegno complessivo che si aggira attorno ai quaranta milioni di lire.

Prezioso anche l'apporto dell'Aspea, soprattutto per quel che riguarda l'aspetto idraulico ed elettrico dell'operazione; della Bc costruzioni che ha condotto il cantiere dei lavori; della Mait, a cui si deve la nuova 'pupa'; della Carilo, della Catena building industry, dell'Italsilver, della Comit, di Gramaglia, dell'impresa dei fratelli Mengarelli e delle Grafiche Scarponi.

"Mi piace sottolineare - ha detto il presidente del Rotary, Giorgio Fanesi - il grande spirito di collaborazione che ha circondato l'iniziativa. Senza l'aiuto di tante persone, senza l'apporto preziosissimo di Rolando Tittarelli, di Vittorio Piermattei e di tanti altri, probabilmente non saremmo riusciti a portare a termine l'impresa".

Tutti a lavorare con passione e competenza, dunque, per ridare alla nostra città la sua vecchia fontana, inaugurata domenica 5 aprile, in concomitanza con i festeggiamenti per il Quarantesimo della fondazione della sezione osimana del Rotary.

Dopo la messa, celebrata in Duomo alle ore 9, tutti in piazza Boccolino per la cerimonia ufficiale di riconsegna alla città della fontana, con gli interventi del presidente del Rotary club, Giorgio Fanesi, del sindaco, Alberto Niccoli e con la partecipazione della Banda cittadina, che già nel 1883 aveva partecipato alla inaugurazione della prima fontana.

Alle 11,30, nell'aula magna del Municipio, il governatore del 2090° distretto del Rotary international, Mario Giannola, ha tenuto la relazione ufficiale sul tema 'Il Rotary nel 2000'.

La mattinata si è conclusa con la consegna, da parte del presidente Fanesi, dei riconoscimenti agli uomini e alle aziende che hanno collaborato alla realizzazione del progetto e con il saluto conclusivo del sindaco Niccoli.

A margine dell'opera di ripristino della fontana, alcune iniziative che il Rotary ha intrapreso con l'intento di sottolineare l'evento e di raccogliere i fondi necessari per tutta l'operazione, circa 150 milioni.

Intanto, 'Appunti osimani di Nico', l'emissione cioè di sei immagini di Osimo, di cui una serigrafata in argento, opera di Nicoletta Rinaldi, realizzata con la collaborazione della Italsilver e delle Grafiche Scarponi, in vendita in alcuni negozi del centro, presso i quali si potrà trovare anche una fontanina in argento, su modello di Romolo Augusto Schiavoni. Presto in circolazione anche una pubblicazione curata dall'architetto Manuela Francesca Panini e dall'ingegner Giorgio Giorgetti e una cartella di serigrafie acquarellate di Paolo De Santi.

Il Rotary recupera un vecchio simbolo della Città


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