Anno 2 N.1 aprile 2000 
Direttore Prof. Nazzareno Donzelli

 

SOMMARIO
-Un saluto alla città
-Come vogliamo partecipare
-Editoriale 
-La parola agli Assessori
-Dalla parte dei cittadini
-Dai consigli di quartiere
-II nuovo statuto
-II bilancio preventivo 2000
-Voce ai Capigruppo
-I Presidenti
-Le case di riposo
-Notizie & Avvenimenti
-Scuola & Scuole
-Variante attività Produttive
-Spazio giovani
-Osimo per il giubileo
-Artificio
-Ospedale di rete
-Il sipario storico
-II centro sociale
-Centro Aquilone e Fontemagna
-P.U.T
-Dedicato a
-Sicurezza & Cittadini
-Concertazione servizi
-Dalla Lega del Filo d'oro
-Osimo archeologica
-Avis 
-Lo sport osimano
-Telefoni e orari utili
-Delibere di Consiglio
-La rotazione dei Dirigenti
-Spazio umoristico
-Notizie ASPEA

Voce ai Capigruppo

Alessandro Alessandrini (AN)
Sauro Mercuri (Su la testa)
Gabriella Vignoni (Forza Italia)
Romeo Antonelli (PPI)
Gianfranco Ingargiola (DS)
Vincenzo Pirani (I Democratici)

Alessandro Alessandrini
capogruppo di AN

La Città di Osimo ha il nuovo Statuto, approvato recentemente dal Consiglio Comunale dopo una estenuante maratona notturna a seguito di un puntiglioso lavoro della Commissione Affari Generali, presieduta dalla nostra Federica Buscarini, alla quale è andato il plauso nostro e di tutto il Consiglio Comunale. Tutti i gruppi hanno espresso scarsa soddisfazione per la stesura del nuovo Statuto, anche se lo hanno votato, affermando che ognuno l'avrebbe scritto in maniera migliore. Certo se ci fossimo limitati ad approvare la bozza predisposta dal Segretario Comunale, sicuramente sarebbe stato più snello e meno appesantito anche da obsolete dichiarazioni politiche. Queste recriminazioni, però, sono totalmente fuori luogo, in quanto è ovvio che ogni documento da approvare a larga maggioranza in sede politica è frutto di lunghe e laboriose mediazioni. Per quanto ci riguarda, come ho avuto modo di dichiarare in Consiglio Comunale, noi abbiamo approvato lo Statuto in modo asettico, intendendo che era inutile fare distinguo o recriminare, poiché quello era lo Statuto da votare, quello era lo Statuto sottoposto al Consiglio e quello era lo Statuto che tutte le, forze politiche osimane avevano, scelto, volendolo votare all'unanimità.
Il resto sono chiacchiere.
Nella stessa .settimana il Consiglio Comunale ha approvato, questa volta in maniera molto rapida, il Bilancio di Previsione 2000. Un Bilancio austero ma serio e onesto, dove a fronte di una diminuzione sostanziale delle entrate la Amministrazione, mantenendo fede alle promesse elettorali, non ha aumentato le tasse, anzi in alcuni casi le ha diminuite; dove mai come questa volta sono stati stanziati, fondi sia per la cultura che per i servizi sociali; dove mai come questa volta sono stati affermati dei principi che, tra l'altro, sono alla base del nostro partito, come quello della tutela alla vita del nascituro, degli aiuti alle famiglie numerose ed ai giovani che si affacciano nel mercato del lavoro, con il prestito d'onore. Certo i fondi non sono molti, ma l'austerità del Bilancio non poteva permettere di più. Comunque il principio è stato sancito e, seppur nel "nostro piccolo" del Comune di Osimo, finalmente c'è stata una inversione di tendenza: la tutela delle categorie deboli è un fatto reale; la tutela della vita e della famiglia viene finalmente posta in primo piano; dalla solidarietà delle chiacchiere della sinistra si è passati alla solidarietà dei fatti concreti del centro destra, e questo è un FATTO.

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Sauro Mercuri
capogruppo di Su la testa
Patto Sociale, AMO

Dagli anni 50, quando la "sinistra" si è resa conto che in Europa non c'erano più le condizioni per conquistare il potere con la rivoluzione, è iniziata la cosiddetta "guerra delle parole": cioè una meticolosa costruzione artificiale della "immagine ideologica" della sinistra che tendesse a presentarla all'uomo comune come una forza accettabile, positiva, attenta agli emarginati, progressista, paladina di libertà, di giustizia, di verità. Deputato all'attuazione di questo "progetto" un partito monolitico manovrato dalla "nuova intellighentia ", ma gestito e condotto da attivisti anonimi, acritici e indottrinati in serie sulla base delle più recenti acquisizioni psicologiche .sulle metodologie della comunicazione e sul condizionamento comportamentale. Ci sono voluti decenni, ma occupando strategicamente i ruoli centrali nelle Fabbriche, nei Sindacati, nelle Scuole, nelle Università, nella Sanità, nella Giustizia e nella Stampa, la Sinistra è riuscita a modificare i suoi slogan più cari e ad inserire termini nuovi dal significato più accettabile, "normale" e corrispondente ad un evento politico "possibile", "auspicabile" per un futuro migliore. Si è passati pertanto da Rivoluzione a Riformismo, da Gotta di Classe a Coordinamento per le Riforme, da Proletariato a Stato Sociale, da Unità a Solidarietà, dai "bilanci quinquennali" a Budget Etico, da Libertà a Partecipazione, da Internazionalismo a globalizzazione: con questi "nuovi termini" ecco dunque presentarsi a noi i nuovi "Buoni", "Moralisti", "Magnanimi", "Pacifisti", "Solidali", 'Incorruttibili ", uomini della Sinistra. In realtà sono riusciti a costruire un "castello di carta ", veramente apprezzabile per la complessità della .struttura, ma pur sempre di carta! Infatti, nonostante la pretesa di aver cambiato tutto, in realtà il modello politico-economico di rifèrimento è rimasto il medesimo che ha già portato al crollo per fame l'ex impero sovietico: l'accentramento nelle stesse mani del potere politico ed economico, l'oligarchia al vertice del potere, un ceto medio burocratizzato e .senza aspirazioni. Anche per quanto riguarda l'Ideologia, poi, ci si accorge che i progressi sono in realtà,fittizi: chiaramente i "Gulag" da noi non ci sono, ma ci sono i "Campi minati": Scuola, Università, Giustizia, sono luoghi dove risulta veramente pericoloso manifèstare una opinione dissenziente! Addirittura con il termine latino "par condicio" si è riusciti ad ingannare il popolo (Don Abbondio ancora insegna!), confondendo la civica uguaglianza di diritti e di doveri con la massificazione e con la negazione di quelle differenze che ci rendono, ognuno meravigliosamente unici e diversi dagli altri. Il riconoscimento di questa unicità e differenza di ciascuno è alla base del rispetto e della libertà. La grande mistificazione della sinistra è in questi fatti: l'apparente "buonismo" insieme al sempre decantato "Sistema Democratico", attraverso una burocratizzazione esasperata e .sistematicamente controllata, nascondono in realtà una forte intolleranza ideologica ed un regime di fatto! Per quanto attiene poi la ideologia della sinistra, il modo di operare o di far cultura non sono a .servizio dell'uomo, né finalizzati ad elevarne lo spirito, né a stimolarne la creatività, bensì sono orientati alla manipolazione dell'informazione, al controllo delle persone ed al loro avvilimento con la privazione di aspettative e di gratifiche, alla esasperazione degli animi per l'impotenza nei confronti di una realtà circostante anonima, sospettosa, catalogata, tacitata dai benefici concessi, spesso più apparenti che reali; tutto ciò può essere riprodotto o sostituito, magari da un computer: anche la persona umana! La ideologia della sinistra dunque, non è una "cultura diversa" o "alternativa", bensì una "falsa cultura", una "pseudo cultura" in quanto per il "Potere" strumentalizza la Verità, la Giustizia, il Rispetto della Persona. Premesse tali considerazioni, si può ben comprendere come l'attività consiliare delle nostre liste civiche sia volta a ricreare quei rapporti sociali che in questi ultimi anni la demagogia della sinistra aveva fagocitato ed egemonizzato: in questa strategia rientra la rielaborazione dello Statuto e del Regolamento Comunale, come pure la "Mobilità dei Dirigenti" e la riorganizzazione della "macchina amministrativa", il nuovo Statuto dell'ASPEA, nonché la revoca per l'Associazione "Teatro La Nuova Fenice" dalla gestione del teatro di Osimo. Stiamo lavorando per una effettiva libertà e democrazia.

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Gabriella Vignoni
capogruppo di Forza Italia

Forza Italia è stata messa spesso sotto accusa quale gruppo non allineato alla maggioranza. Ritengo doveroso precisare che determinate critiche sono solo strumentali e non rispondenti al vero. Il Sindaco Latini è .stato .scelto e voluto fortemente dal nostro movimento, sostenuto con slancio e convinzione in una campagna elettorale che ha portato al risultato positivo del 52% andato oltre le aspettative iniziali. Nel ricordare questo risultato vogliamo evidenziare il grande contributo di Forza Italia con un portentoso 17%. Il nostro è stato un appoggio chiaro, leale e forte senza rivendicazioni né patti fatti sotto banco precedentemente. Sottolineo tutto ciò per dire che Forza Italia ha scelto ed appoggiato il Sindaco, senza chiedere niente in cambio, per contribuire ad una reale riqualificazione della nostra Città. Queste premesse, sono necessarie per chiarire alla cittadinanza osimana, sviata da tante chiacchiere, che Forza Italia mantiene e manterrà fede al .suo impegno elettorale, voluto e non sofferto, scelto e non subito come è stato per altre forze politiche di maggioranza. Il lavoro svolto in questi ,sette-otto mesi è stato notevole e, se qualche volta è apparso al pubblico qualche scollamento nella maggioranza, ciò è dovuto, a mio parere, ad un lavoro incessante fatto da tutta la maggioranza nel voler contribuire, dalle rispettive posizioni, a dare il meglio alla Città. Forza Italia, con i suoi Assessori di prestigio nell'Amministrazione e con i rappresentanti della Città in Consiglio Comunale, si pone senz'altro come un grande partito che vuole essere propositivo e quindi di appoggio e di aiuto nel cercare le .soluzioni migliori. Dunque, se qualche volta si è verificato qualche confronto vivace, ritengo che rientri nella normale dialettica costruttiva di una maggioranza che vuole affermare, in tutte le sue componenti, il proprio apporto positivo e non subire passivamente il volere degli altri. Forse in questo il nostro partito si differenzia da altre formazioni: non ci vogliamo allineare alle vecchie politiche, non abbiamo poltrone da difendere né scheletri nell'armadio e i cittadini osimani devono sapere che in Forza Italia c'è la volontà di lavorare in modo pulito e senza compromessi. Al nostro Sindaco Latini, dunque, non diamo solo l'appoggio ma anche il sostegno in uno scambio franco di opinioni e di indirizzi, che ci auguriamo, siano recepiti come aiuto nel raddrizzare la barca quando vediamo che fa fatica a tenere la rotta. Non abbiamo mai messo in discussione il nostro appoggio e senz'altro continueremo a lavorare nel migliore dei modi e nell'interesse della nostra comunità.

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Romeo Antonelli
capogruppo del PPI

In sintesi elenchiamo le nostre proposte ed emendamenti accettati dal Sindaco Latini e dalla Giunta e votati dal Consiglio Comunale, quindi parte integrante del programma contenuto nel Bilancio di Previsione del Comune di Osimo per l'anno 2000. Abbiamo .sollecitato una diminuzione dell' ICI sulla prima casa, per non far gravare le tasse solo sui proprietari di case costruite con grandi sacrifici dai cittadini. Per dare massimo sviluppo sociale ed economico alla Città, serve un incremento delle imprese che operano sul territorio, con una costante sburocratizzazione delle procedure amministrative per il loro insediamento, con altrettanta attenzione per lo sviluppo urbanistico su tutto il territorio. Aumentando le entrate attraverso lo sviluppo demografico e delle imprese si potrà allargare la base impositiva senza gravare costantemente .sui cittadini per il recepimento delle risorse necessarie per la gestione di servizi. Con soddisfazione abbiamo constatato l'accettazione di un nostro emendamento che impegna risorse in,favore di giovani coppie per l'acquisto della prima casa. Un'altra proposta del PPI riguarda i fondi previsti per i cosiddetti prestiti d'onore alle giovani coppie e la messa a disposizione di aree per l'edilizia popolare per i meno abbienti. Un terzo provvedimento da noi proposto e recepito concerne i contributi da distribuire alle famiglie con più di due,figli e una fascia di reddito infèriore ai 30 milioni.
Ma l'intervento cui maggiormente teniamo riguarda la difesa della vita ed è,fînalizzato a combattere la piaga dell'aborto. In questo ambito la nostra proposta, che l'Amministrazione ha,fatto sua, prevede agevolazioni tariffarie per i servizi, attraverso l'ausilio e la collaborazione dei medici di base, il consultorio familiare, assistenti sociali, ecc.; l'intervento riguarda tutte le donne, anche giovani madri in difficoltà ad accettare la vita del loro figlio. Per i giovani abbiamo proposto sostegno ad attività sociali e ricreative atte ad evitare la cosiddetta devianza giovanile. Per gli anziani abbiamo auspicato una accresciuta assistenza integrata a domicilio e un coordinamento tra le quattro case di riposo per cercare di frenare la spesa delle rette in costante aumento.
La portata delle nostre proposte è assai ampia ed articolata e spazia su tutti i settori, ma per mancanza di spazio abbiamo dovuto sintetizzare. Ci entusiasma comunque il fatto che, pur essendo noi una forza di minoranza, il Sindaco e l'Amministrazione hanno fatto loro i nostri contributi. Evidentemente ci sono valori di comune matrice cattolica, gli steccati non servono e per questo il nostro gruppo, seppur di minoranza, ha espresso un voto favorevole al bilancio, quello del collega Bernardini, e una astensione, la mia, che deve comunque essere intesa come positiva valutazione del documento di programmazione economico finanziaria.

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Gianfranco Ingargiola
capogruppo dei DS

A due mesi dalla frettolosa trasformazione in S.p.A. dall'ASPEA nessuna novità. Era stata propinata a tutta la Città la storiella che trasformare urgentemente l'Azienda Speciale in S.p.A. l'avrebbe resa più agile, competitiva, strutturalmente adeguata alle esigenze di mercato. Eppure nessun cambiamento si è visto, né si intravede ancora. Oggi sembra ancora più ingessata che mai: nulla a proposito di strategie industriali, di alleanze strategiche, di assetto societario. E' un semplice momento di riflessione? L'impressione che se ne ha è piuttosto di un momento di incertezza. I vertici ASPEA attendono un cenno dall'Amministrazione Comunale che indichi loro la futura rotta da seguire? Forse. Ma dal gran timoniere nessun segnale! Nessun moto di interesse o indirizzo politico strategico sul futuro dell' ASPEA. Non ci resta che decretare l'incomprensibile inerzia dimostrata da questa Amministrazione che, ricordiamo, è la proprietaria unica della società. Non basta scrivere su di un discutibile statuto gli scopi sociali più diversi per poi considerarli realizzati: occorre costante attenzione e dedizione per la crescita e lo sviluppo della società stessa. Nulla di ciò. Le intenzioni sin qui dimostrate dalla proprietà sull'Azienda e, sul suo ruolo nel mercato dei servizi alle comunità sono tutt'altro che lungimiranti: sulle poche decisioni che l'Amministrazione Comunale ha "imposto" all'ASPEA nessun accordo, nessuno studio congiunto, solo unilateralità che l'ASPEA ha dovuto ingoiare:
- restituire i circa 450 mln. di utili già accantonati a riserve nel '98;
- ridurre di 150 mln. il compenso per l'illuminazione pubblica;
- accollarsi la tariffazione raccolta rifiuti urbani, senza obiezioni, né valutazioni economiche "fuori dal coro" (esattamente: al prezzo dello scorso anno... "salvo conguaglio "... ).
L'indifferenza dell'Amministrazione Comunale comunque non giustifica alcuna inutile attesa da parte dell'Amministrazione ASPEA: se il padrone è con la testa altrove, la barca deve pur sempre andare avanti. E' gravissimo che ancora non venga deciso nulla del management tecnico. Per far fuori il Direttore Generale (non apprezzato?) è stata eliminata dalla società la figura del Direttore Generale: vi sarà ora un amministratore delegato (che a due mesi non è stato ancora nominato!). Ci aspettiamo sia uno "del mestiere", non un semplice volontario della politica; l'ASPEA ha bisogno di un vertice tecnico che la guidi. Soprattutto l'ASPEA ha bisogno di costruirsi alleanze strategiche che possano confermare ed espandere il proprio mercato in termini di bacino, di utenze e di attività produttive, industriali e di servizi.Questo ci aspettiamo da ASPEA S.pA. Ma quanto dovremo ancora "aspettare"?

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Vincenzo Pirani
capogruppo de I Democratici

Desidero fermare l'attenzione su alcune aree verdi, potenzialmente fruibili dal pubblico, che si trovano a ridosso della città. Non intendo soffermarmi sul parco della Rimembranza, perché ho già riferito in Consiglio Comunale sulla necessità di inserire tale spazio verde nell'ambito del programma di recupero urbano, secondo il progetto elaborato a suo tempo dal prof. Guglielmo Cappannari. Voglio prendere in esame le aree verdi situate a nord e sud del centro storico, che attualmente si trovano in uno stato di completo abbandono. Si tratta del cosiddetto "campicello dei frati" sito nel versante settentrionale della Città, nei pressi di Fonte Magna, dove regnano incontrastate sterpaglie che obiettivamente non costituiscono la cornice più adatta per la fonte storica. Per la valorizzazione e fruizione dell'area da parte dei cittadini il comune si dovrebbe attivare per un'adeguata progettazione. L'Amministrazione Comunale potrebbe inoltre informare i proprietari delle aree confinanti (pure esse in stato di abbandono) sulla possibilità della realizzazione di piani di imboschimento finanziati dalla comunità europea, al finedi ampliare in prospettiva il polmone verde del centro storico. Nella parte sud della città esiste un'ampia fascia di terreno in gran parte di proprietà privata che sostanzialmente non si differenzia dalle condizioni in cui versa quella del versante nord. Anche per tale comparto sarebbe auspicabile che l'Amministrazione Comunale si adoperasse per contattare i proprietari nell'intento di instaurare un rapporto di collaborazione per la più opportuna valorizzazione e fruizione di tale spazio. E' appena il caso di ricordare che, partendo dal confine occidentale del parco Giovanni Silvestri, è possibile raggiungere via della Pietà camminando tra il verde degli alberi.
Infine voglio ricordare che esiste un altro lembo di terreno, compreso tra le vie della Pietà e Guasino, parimenti da bonificare. Non è infondato, poi, pensare che le zone sopra ricordate, così come si trovano, costituiscono punti a rischio di incendi. Recuperare nel tempo gli spazi verdi descritti, significa avere a cuore gli interessi dei cittadini e costituire il miglior biglietto di presentazione della Città. Rendere fruibili alla cittadinanza nuove aree verdi, può direttamente accrescere la qualità della vita degli osimani. E' per questo che è necessario realizzare un'opera di progettazione di tali aree, per porle finalmente a servizio delle esigenze della Città.

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